Gaia Siena

Dove nascono le attrezzature BearFitness: intervista a The Bear in persona

L’unica cosa che so – oltre al fatto che siamo quasi coetanei, e che la sua azienda produce attrezzi per l’allenamento della forza – è che condividiamo la stessa acconciatura di barba e capelli.

Compongo il numero, e mentre aspetto che The Bear mi risponda, penso che dovrei indirizzare il discorso verso la hex bar, perché mi farebbe comodo giù in garage.

Produttivi e indaffarati

BearFitness ha riaperto le linee di produzione ieri, lunedì. La situazione post lockdown – la famigerata Fase 2 – si sblocca, lentamente. Immagino che Alessandro sia impegnatissimo, quindi vado di velocità.

Allora: classe 1974. Marchigiano, giusto?

Esattamente. Sono nato a Osimo, cresciuto in campagna.

Com’era l’atmosfera in famiglia? Sportiva?

Per niente. A fare sport c’ero solo io. Ho cominciato con il tennis, dato che mio padre un po’ ne masticava, ma solo come hobby. Poi judo. E altri sport. Ho sempre fatto sport.

Andiamo al sodo: hanno deciso i muscoli, o l’acciaio? Com’è arrivata l’idea di aprire un’azienda per la produzione di attrezzatura sportiva?

Con il CrossFit®, diciamo. Ad un certo punto mi allenavo in Ancona: nel 2010 per il judo, nel 2012 per il Brazilian Jiu-Jitsu. Mi allenavo in una palestra che aveva anche un box. Le attrezzature che usavano nel box erano di qualità scarsa, roba importata dalla Cina, fatta senza arte né parte. È scoccata la scintilla, mettici anche la mia provenienza dal settore metalmeccanico: progettavo accessori, prima, poi sono stato nella produzione. Fatta: BearFitness.

Il prodotto BeaFitness del quale sei più fiero?

I bilancieri. 

Tra la mia domanda e la risposta non c’è stata alcuna esitazione.

È il primo prodotto che abbiamo sviluppato. L’ho proprio fatto nascere con l’azienda, nel 2012. Ci ho studiato dietro. Ho messo tutta la mia esperienza tecnica, perché nel bilanciere la parte componentistica è fondamentale. E poi i materiali. Lo abbiamo sviluppato negli anni, è cambiato, si è evoluto… ma sì, è il bilanciere il prodotto BearFitness. È anche quello più venduto.

E per quanto riguarda il setup di palestre e gym, ti ricordi un progetto particolarmente challenging? Difficile, o azzardato?

Ti dirò. Sono tutti progetti complessi. Alla fine la sfida è sempre la stessa: riuscire a coniugare le necessità e le richieste del cliente, con le limitazioni del contesto, dello spazio disponibile. Che ovviamente è sempre poco.

L’uomo dietro a BearFitness

Fai sport adesso?

Tutti i giorni. Cioè, adesso è stato un po’ complicato – e lo sarà ancora per un po’ – perché pratico sport da contatto: continuo con judo e BJJ. Comunque nella “normalità” faccio 3 o 4 allenamenti specifici alla settimana, e 3 o 4 di preparazione generale.

Palestra o home gym?

Devo risponderti home gym. Ma per un semplice motivo: gli orari. Con la BearFitness mi trovo ad avere il tempo per allenarmi in momenti che spesso non si conciliano con gli orari delle palestre. 

Home gym tutta la vita, insomma. 

Sì, ma per necessità.

Andiamo su un tema polemico, che in genere polarizza chiunque si alleni. Linkin Park o Eminem?

Nessuno dei due. Johnny Cash. Oppure musica celtica. 

Questa mi ha piacevolmente spiazzato. Resto un secondo in silenzio. Ok, dico ad Alessandro, pronto per un’altra risposta ugualmente originale. Qual è la tua canzone da pump? Da ultima serie allenante? La tua Eye of the tiger?

Guarda, mi dice, sicuramente celtica. Al momento Steve’n’Seagull, The Trooper degli Iron Maiden suonata da Seagull. Te la mando.

Me la manda.

Gli faccio una domanda che sul canovaccio dell’intervista avevo segnato come “domanda maliziosa”. Senti: allenarsi con il partner, la partner, o meglio abbonamenti in due palestre diverse?

Faccio tutto con mia moglie. Lavoro con lei in azienda, faccio sport con lei, mi alleno con lei. Tutto. Anche al mare – a me piace il mare, il surf; oppure la mountain bike. Insomma, faccio tutto con lei.

Anche qui, ottima risposta. So cosa intende. Prima di diventare emozionali, torniamo su argomenti seri e “maschi”. Cosa non deve assolutamente mancare in una home gym che si rispetti?

Facile. La migliore attrezzatura per allenare la forza. La forza è fondamentale. Se devi scegliere una sola cosa da allenare, quella è la forza.

E qualcosa di divertente, di motivazionale? (Qui in realtà avrei voluto spingere verso, che ne so, il tuo poster sportivo preferito, o delle casse audio enormi… arriva invece un ottimo consiglio).

Guarda che allenare la forza non è mai divertente. Non lo è proprio. Però per divertirsi, diciamo, ci vuole un vogatore o un ergometro. Così nei giorni leggeri hai tutti i vantaggi di un allenamento intenso, senza però lo stress dell’allenamento di forza.

Poi viriamo sul contingente – in fondo, non si può non parlarne. Come lo vedi il “dopo” lockdown, il dopo Covid, per il mondo delle palestre e degli sport?

Preferisco darti una risposta fuori dalle righe. C’è che noi abbiamo poca memoria. Adesso c’è paura, ovviamente. Ma passata la paura – anche se ci vorranno mesi perché passi, anche se sarà tra un anno – vedrai che torna tutto come prima. Anche noi torneremo come prima. Non sarà cambiato nulla.

Ci salutiamo. Finisco di prendere qualche appunto, e mi ascolto questa The trooper, versione Steve’n’Seagull. Prima ancora che il pezzo finisca, gli giro il link di Ace of spades dei Motorhead rifatta dagli Hayseed Dixies.

Risposta: Top!

Tra gente con la barba che usa i bilancieri, in un modo o nell’altro, ci si capisce sempre.

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