Perché l’allenamento funzionale non andrà fuori moda: i 6+1 benefici

Se c’è un terreno fertile per le teorie più pazze, le novità più strampalate e i sogni deliranti di allenatori bramosi di fama e guadagni facili, questo è proprio il fitness.

E come la metti con i terrapiattisti?

Dai, hai capito cosa voglio dire.

La cosa positiva è che alcune di queste mode sono a tutti gli effetti passeggere, e tanto velocemente sono arrivate, così finiscono nel dimenticatoio. In genere si tratta di quelle che non servono a nulla. O che sono troppo imbarazzanti per essere praticate in pubblico.

Per fortuna.

L’allenamento funzionale, invece, è tutto tranne che una moda passeggera. L’allenamento funzionale – fidatevi di Bear – è qui per restare. Come direbbero gli americani: it’s here to stay.

Cos’è l’allenamento funzionale

Forse uno dei motivi per i quali le varie forme di allenamento funzionale non sono destinate a un rapido tramonto, è che sono difficili da inquadrare. Una vera definizione sfugge.

Quella più semplice: l’allenamento funzionale consiste in movimenti che rispettano l’anatomia funzionale.

Ehi Orso, avevi detto “semplice”.

L’anatomia funzionale è quella che considera i movimenti del corpo così come avvengono nella vita reale.

Questo significa che chi fa il furbo e “ritocca” i quadricipiti con la leg extension è fuori strada. Quante volte nella vita di tutti i giorni devi spingere un peso appoggiato sugli stinchi?

Se hai spostato di dieci centimetri la credenza in mogano della nonna (122,5 kg) perché ci sei andato addosso con lo stinco, non conta come leg day. Semmai hai allenato il muscolo delle bestemmie.

Nelle sue varie incarnazioni (e sono molte: più o meno famose, più o meno diffuse) l’allenamento funzionale è un ottimo modo per allenare il fisico a 360°.

I benefici dell’allenamento funzionale

1 – Migliora la forma e lo stato di salute generale

Perché allena praticamente nello stesso tempo funzioni e metabolismi diversi. 

Diventi forte, metti su qualche muscolo, migliori flessibilità, equilibrio e coordinazione. Non ti basta? Impari a muoverti con efficienza. (questa cosa vale mille punti. Fidati dell’Orso).

2 – E’ completo a tutti i livelli 

Di esercizio, perché predilige esercizi multiarticolari

Di workout, perché combina corpo libero, pesistica, cardio e condizionamento metabolico

Di obiettivo, perché l’obiettivo viene frammentato in una miriade di record personali da superare. 

Un esempio di completezza? Prendi “Jackie”, uno dei celebri WOD funzionali:

Avvii il cronometro, e fai

  • 1000 metri di vogatore
  • 50 thruster con bilanciere (un movimento che unisce front squat e push press)
  • 30 trazioni alla sbarra

La prossima volta (se sopravvivi) tenti di metterci meno.

Come vedi, ce ne hai abbastanza per stancarti alla perfezione, senza però annoiarti: aerobico intenso, pesistica, corpo libero. Percentuale di muscoli allenati? La quasi totalità. 

3 – E’ vario 

Il che significa che puoi allenarti con più frequenza, non rischi di andare in burnout (detto anche sovrallenamento) e soprattutto non ti annoi.

Lo sai infatti che molti abbonamenti della palestra giacciono abbandonati nei cassetti perché dopo dodici allenamenti al mese tutti uguali, ci si annoia?

4 – Previene il decadimento fisico legato all’età

E, se fatto bene, anche gli infortuni.

“Se fatto bene”, però.

Vuol dire: tecnica, tecnica, tecnica.

5 – Può essere praticato da tutti 

Dall’esaltato fisicatissimo che non riesce a stare fermo e non sa cosa fare tra le 5 e le 6 di mattina, alla mamma che vuole rimettersi in forma. Dalla ragazza che vuole scoprirsi forte, all’ex ciclista che dopo una vita sul sellino vuole cambiare prospettiva. 

Fino all’ottantenne che ha ancora grinta da vendere (il video di Jacinto l’hai già visto)? 

6 – Ha una forte componente psicologica e sociale 

Pensa al cameratismo nei celebri box. Fai squadra, sei motivato a darci dentro, ti tirano fuori quell’ultima ripetizione quando vorresti solo schiantare sul linoleum, grandi pacche sulle spalle e una dose ancora maggiore di adrenalina.

7 – Bonus 

A corollario dell’ultimo punto: grandi birre dopo gli allenamenti

E il mix di grandi birre ed endorfine è im-bat-ti-bi-le.

E l’altra campana?

Suona anch’essa, per carità. 

Ci sarà sempre infatti chi attaccherà proprio la varietà dell’allenamento funzionale. In genere, si tratta di chi ha obiettivi precisi e maniacali, come il powerlifter che vuole un Wilks di 400, o il bodybuilder che sogna il palco dell’Olympia.Ci sarà anche chi accuserà il più famoso metodo di allenamento funzionale di essere un fenomenocommerciale.

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